Decadenza dalla rottamazione-quinquies: sono decaduto?
Indica il tuo piano e lo stato di ogni rata già scaduta: la verifica applica il comma 95 e la regola delle FAQ ufficiali, e dice se sei ancora dentro e cosa fare prima della prossima scadenza.
La decadenza dalla rottamazione-quinquies scatta nei casi elencati dal comma 95 dell’articolo 1 della legge n. 199 del 2025, nel testo modificato nel 2026: mancato o insufficiente versamento dell’unica rata, di due rate anche non consecutive oppure dell’ultima rata del piano. Il ritardo oltre cinque giorni conta soltanto per l’unica rata e per l’ultima; per le rate intermedie quello che conta è non lasciarne scoperte due. Le FAQ di Agenzia delle entrate-Riscossione aggiornate al 18 settembre 2026 precisano che ogni pagamento copre la rata più vecchia rimasta aperta: chi salta una rata e paga regolarmente le successive resta sempre con una rata arretrata, che diventa l’ultima se non viene recuperata prima. Dopo la decadenza i versamenti fatti valgono come acconto sul debito originario, con sanzioni e interessi, la prescrizione riprende a decorrere e quei carichi non si possono più rateizzare con l’articolo 19 del DPR n. 602 del 1973. Le regole valgono anche per la quinquies dei debiti di comuni e regioni.
Esito della verifica
Non decaduto
| Rate scadute | 2 |
| Non pagate o in parte | 0 |
| Ritardi oltre 5 giorni | 0 |
| Prossima rata | 3 · 30/11/2026 |
| Ultimo giorno utile | 07/12/2026 |
Verificato da Radif Partners · Politica editoriale · Metodo e fonti
Le tre cause di decadenza
Il comma 95 della legge n. 199 del 2025 dice che la definizione non produce effetti in caso di mancato o insufficiente versamento dell’unica rata scelta, di due rate anche non consecutive, oppure dell’ultima rata del piano. Nel testo in vigore, solo per l’unica rata e per l’ultima conta anche il versamento tardivo superiore a cinque giorni. In pratica: con un piano a rate si può restare indietro di una rata senza perdere il beneficio, ma non di due, e l’ultima va pagata per intero entro il suo ultimo giorno utile, che per la rata finale del 31 maggio 2035 è il 5 giugno 2035.
La regola dell’imputazione
Le FAQ ufficiali aggiungono il punto che sorprende di più. Quando si paga la rata successiva a una rata saltata, la somma va a coprire la rata precedente rimasta scoperta. L’esempio delle FAQ è un piano di tre rate: chi paga la prima e la terza saltando la seconda vede la terza imputata alla seconda, e quindi resta senza aver pagato l’ultima, il caso della lettera c. La verifica qui sopra segue lo stesso ragionamento: conta quante rate restano scoperte e, se l’ultima è già scaduta, controlla che il totale versato copra tutto il piano. Per questo una rata arretrata va recuperata con un versamento in più, non semplicemente pagando le rate successive.
Due rate saltate fanno decadere?
Esito
Non decaduto
| Rate scoperte | 1 |
| Soglia di legge | 2 rate, o l’ultima |
| Motivo | una sola rata arretrata |
Cosa succede dopo
Con la decadenza i versamenti già fatti sono acquisiti come acconto sull’importo complessivamente dovuto per il carico, cioè con sanzioni, interessi e mora; riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza; l’Agente della riscossione riprende le procedure cautelari ed esecutive, comprese quelle sospese dalla domanda. I carichi non sono più rateizzabili con l’articolo 19 del DPR 602 del 1973. Prima di arrivare a quel punto conviene controllare il piano con il calendario delle rate e l’ultimo giorno utile di ogni scadenza. Per la quater e la riammissione la regola è diversa e più severa: vedi la decadenza dalla quater. Testi riletti il 26 ottobre 2026.